
Aria 2024
SINTESI DEI DATI E DEI CONTENUTI PRINCIPALI
Sette stazioni di misura. La rete di monitoraggio della qualità dell’aria della Provincia autonoma di Trento è attualmente composta da:
- 1 stazione di misura di “traffico” (Trento – via Bolzano);
- 6 stazioni di misura di “fondo”, 4 delle quali localizzate in siti urbani o suburbani (Trento – Parco S. Chiara, Rovereto, Riva del Garda, Borgo Valsugana) e 2 in siti rurali (Piana Rotaliana e Monte Gaza).
Emissioni in atmosfera. L’aggiornamento più recente dell’Inventario delle emissioni della Provincia di Trento si riferisce al 2022. Rispetto all’aggiornamento precedente (2019), si registra una complessiva diminuzione delle emissioni in atmosfera, incluse quelle degli inquinanti più problematici: polveri sottili PM10 (-28%) e polveri fini PM2,5 (-30%), emesse soprattutto dal riscaldamento civile (rispettivamente per l’84% e l’87%), e ossidi di azoto NOx (-13%), emessi soprattutto dal trasporto su strada (per il 51%).
Emissioni climalteranti. Anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e protossido di azoto (N2O) sono definiti gas climalteranti per il ruolo che ricoprono nel favorire l’effetto serra. L’anidride carbonica equivalente (CO2 eq) è l’unità di misura che somma le emissioni climalteranti complessive dei tre gas a effetto serra (CO2, CH4, N2O) sulla base dell’impatto che ciascuno di essi ha sul riscaldamento globale. Rispetto all’aggiornamento precedente (2019), l’Inventario delle emissioni della Provincia di Trento del 2022 ha registrato un calo dell’anidride carbonica equivalente (-7%), emessa soprattutto dal trasporto su strada (per il 34%), seguito dall’industria (28%) e dal riscaldamento civile (20%).
Qualità dell’aria. Per quanto riguarda le polveri sottili (PM10), si nota una progressiva riduzione della concentrazione media annua, che risulta oggi ampiamente inferiore rispetto al limite di 40 μg/m3 imposto dalla normativa. Anche per le polveri fini (PM2,5), la concentrazione media annua registrata in tutte le stazioni risulta stabile negli ultimi anni e da sempre inferiore al valore limite di 25 μg/m3. Per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2), dal 2020 si osserva in tutte le stazioni il rispetto del limite di 40 μg/m3 alla concentrazione media annua, che appare in progressiva diminuzione. Per quanto riguarda il benzo(a)pirene, il valore obiettivo, pari a una concentrazione media annua di 1 ng/m3, risulta rispettato dal 2016, e in progressivo calo. Solo nel caso dell’ozono (O3) si registra il superamento dei limiti fissati dalla normativa: il valore obiettivo (120 μg/m3 – valore medio su 8 ore – da non superare per più di 25 volte l’anno) continua a essere superato in maniera diffusa su tutto il territorio provinciale, a eccezione della stazione di Borgo Valsugana.
Qualità dell’aria e linee guida dell’OMS. Sia le polveri (sottili e fini) che il biossido di azoto superano gli obiettivi di concentrazione media annua indicati nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 2021, molto più restrittivi dei limiti imposti dalla normativa di riferimento (15 μg/m3 per le polveri fini contro i 40 della normativa italiana, 5 μg/m3 per le polveri ultrafini contro 25, 10 μg/m3 per il biossido di azoto contro 40).

GLI INDICATORI
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